L'antico legame tra Pescocostanzo e Milano

L'antico legame tra Pescocostanzo e Milano

Dall'editto di Milano al rito ambrosiano del battesimo: come un terremoto del 1456 portò i maestri lombardi, e le loro tradizioni, fino a Pescocostanzo.

Con l’editto di Milano, nel 313 d.C., l’imperatore Costantino garantì libertà di culto a tutte le religioni professate all’interno del vasto impero, e tra queste, ovviamente, vi era anche il Cristianesimo. A partire dal IV secolo la fede cristiana ebbe una continua e importante diffusione, che portò alla realizzazione delle prime chiese, in sostituzione delle cosiddette domus ecclesiae: vere e proprie abitazioni private utilizzate per il culto dai primi cristiani.

Le chiese paleocristiane di Milano#

Oggi, recandosi a Milano in Piazza del Duomo, si nota la sontuosa cattedrale tardo-gotica realizzata a partire dal 1386 per volontà di Gian Galeazzo Visconti. In passato, però, su quella stessa piazza erano presenti due chiese: la Basilica di Santa Tecla (con il Battistero di S. Giovanni alle Fonti) e la Cattedrale di S. Maria Maggiore (con il Battistero di S. Stefano alle Fonti).

Proprio quest’ultima, costruita l’anno dopo l’editto costantiniano, fu la prima basilica paleocristiana di Milano. Con la costruzione dell’attuale Duomo, le due chiese paleocristiane e i relativi battisteri vennero demoliti, ma non tutto è andato perduto: proprio sotto l’ingresso della chiesa odierna è possibile visitare ciò che rimane di S. Giovanni alle Fonti, dove, nella notte di Pasqua tra il 24 e il 25 aprile dell’anno 387, Sant’Agostino fu battezzato da Sant’Ambrogio stesso, che aveva fatto costruire soltanto pochi anni prima l’edificio ottagonale.

Note

Proprio dal IV secolo, la diocesi di Milano si distinse per il rito ambrosiano del battesimo: per immersione dei battezzandi, al tempo tutti adulti, all’interno di una piscina, a simulare il battesimo di Cristo nel fiume Giordano.

Il terremoto del 1456 e l’arrivo dei maestri lombardi#

Ma cosa c’entrano l’Abruzzo e Pescocostanzo con Sant’Ambrogio?

Nel 1456, a seguito di un terremoto di magnitudo stimata 7.2 che sconvolse una vasta area tra Abruzzo, Molise e Puglia, molti centri abitati furono completamente abbandonati, mentre altri necessitarono di ingenti lavori di ricostruzione. I mastri muratori lombardi, attratti dall’importante opportunità di lavoro, si trasferirono in gran numero soprattutto in Abruzzo, e quindi a Pescocostanzo.

Proprio in questo piccolo centro sugli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, i lombardi riuscirono a fondersi facilmente con la comunità locale, favorendo il permeare di diversi caratteri culturali: dalle lavorazioni artigiane al rito del battesimo.

Un rito che vive ancora oggi#

Dopo i primi secoli di diffusione del Cristianesimo, il rito storico dell’immersione non venne più praticato, essendo i battezzandi solitamente neonati — ma la tradizione vive ancora: il neonato viene avvicinato alla superficie dell’acqua, simulando appunto l’immersione.

Ancora oggi Pescocostanzo è nota per le botteghe di artigianato artistico e conserva, tra le più peculiari e antiche tradizioni, quella del rito ambrosiano del battesimo.

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