Ci troviamo in un suggestivo centro storico di fattezze rinascimentali, sugli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, a Pescocostanzo.
Qui le botteghe di artigianato artistico e le tradizioni costituiscono ancora un importante aspetto identitario. Infatti, dalla metà del 1400, Pescocostanzo divenne il centro artistico per eccellenza di un’ampia area che comprende l’Alto Sangro e la Valle Peligna.
Qui nasceranno numerosi artisti e artigiani che sapranno distinguersi nelle più note località abruzzesi e non solo. Questo fervore culturale, favorito da una ricca economia pastorale, generò una comunità che, già nel XVI secolo, fu in grado di dotarsi di tutti i sistemi di assistenza alla cittadinanza dal punto di vista sociale, sanitario ed economico.
L’aspetto religioso, ovviamente, non può essere dimenticato: ancora oggi, dopo più di 500 anni, Pescocostanzo rappresenta, all’interno della diocesi di Sulmona-Valva, forse il paese più ricco di tradizioni legate al culto. Tra queste, ve n’è forse una delle più autentiche ed esclusive che si possano incontrare in giro per l’Italia: la cancellazione dei defunti.
Le origini della Confraternita#
Tutto ebbe origine nel 1624, quando nacque la Confraternita della Dottrina Cristiana, detta anche di Santa Maria Assunta perché fondata nella chiesa madre. Già nel 1626, venendo aggregata all’Arciconfraternita di S. Maria del Suffragio di Roma, ne viene evidenziata la principale funzione: istituto di beneficenza.
Nel 1630, dovendo abbandonare la loro prima sede per contrasti con la famiglia De Nardis, i confratelli trovano definitiva ubicazione nell’attuale sede a partire dal 1637. Da quell’anno, l’ex chiesa di S. Sebastiano subisce un importante ampliamento e arricchimento interno.
Nel 1769 vengono approvati, da Ferdinando IV di Borbone, i Capitoli che regolamentano le attività della confraternita — e tra questi, come dicevamo, vi è un rito davvero unico.
Il rito della cancellazione dei defunti#
All’interno della chiesa di Santa Maria del Suffragio dei Morti si redigono due libri: uno dei morti e uno dei vivi. Come mai?
L’8 settembre, i bambini che in primavera hanno ricevuto la Prima Comunione vengono iscritti, previa cerimonia religiosa, al libro dei morti, dal quale vengono cancellati alla conclusione della vita terrena. A questo punto avviene l’iscrizione nel libro dei vivi, cioè alla vita eterna.
Note
Tutto questo avviene prima delle esequie in Basilica: la bara è accolta dalla confraternita nella chiesa del Suffragio, che esegue l’Offizio dei Morti — i canti gregoriani in latino.
Una tradizione unica e antichissima, che risale al XVII secolo. Una peculiarità tutta pescolana.
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